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OCCHIO SECCO
Evoluzione, Diagnosi e Trattamento
By Jeffrey P. Gilbard, M.D., N. Andover, Mass.

Fasi dell'evoluzione dell'occhio secco      Perche' l'occhio secco      Obiettivo del trattamento      Bibliografia

Le nostre conoscenze riguardanti  le patologie dell’occhio secco sono migliorate molto negli ultimi anni. Ciò ha condotto a migliorare la possibilità di diagnosi e terapia dei pazienti che accusano questi fastidiosi sintomi. 

Qui, vogliamo dare un rapido sguardo sull’evoluzione della STORIA NATURALE dell’OCCHIO SECCO. Ma prima spieghiamo quali sono i meccanismi che sono alla base della sua insorgenza.

Classificazione delle patologie da occhio secco

Il problema centrale delle patologie legate all’occhio secco è la perdita di acqua dal film lacrimale, la cui osmolarità di conseguenza aumenta oltre il limite normale di 311 mOsm/L. L’osmolarità del film lacrimale aumenta quando l’acqua viene persa mentre i soluti, come il sodio ed il potassio , rimangono. Questa perdita di acqua e l’aumento dell’osmolarità può risultare da qualsiasi condizione che diminuisca la produzione di lacrime o aumenti l’evaporazione delle stesse.

Understanding the role of tear film in the eye is key to understanding dry eye syndrome as well as dry eye treatment.
Figure 1: La diminuzione della secrezione lacrimale o l’aumento dell’evaporazione del film lacrimale porta ad un aumento dell’osmolarità, causando dei progressivi cambiamenti sulla superficie oculare osservati nell’occhio secco. Modified from W.B. Saunders Company, Philadelphia, In Albert DM, Jakobiec FA (eds): Principles and Practice of Ophthalmology, (1994;257-76).

L’aumento dell’osmolarità è strettamente legata ai cambiamenti delle ghiandole lacrimali e delle palpebre, e alle patologie della superficie oculari. Studi su modelli preclinici di malattie di ghiandole lacrimale e disfunzioni della ghiandola di Meibomio mostrano che i cambiamenti sulla superficie oculare dovuti alla secchezza oculare sono dipendenti in maniera proporzionale all’aumento dell’osmolarità delle lacrime. Numerosi studi clinici hanno rafforzato queste conclusioni.

La diminuzione della secrezione delle lacrime è causata da qualsiasi condizione che danneggi le ghiandole lacrimali o i suo dotti secretori. Malattie autoimmuni, con stati infiammatori delle ghiandole lacrimali, sono le più comuni cause. Le meno comuni includono condizioni di cicatrizzazioni della superficie oculare.
La secrezione delle lacrime può diminuire a causa di qualsiasi altra condizione che riduce la sensibilità corneale, includendo diabete, herpes zoster, le lenti a contatto e interventi chirurgici che possono coinvolgere la cornea o i nervi corneali.

1)L’aumento dell’evaporazione può avvenire in uno di questi due modi:
La blefarite posteriore cronica causa disfunzioni della ghiandola di Meibomio. Quando queste ghiandole funzionano bene producono la componente oleosa che ricopre il film lacrimale e ritarda l’evaporazione della componente acquosa.
2) La larghezza della fessura palpebrale (Lagoftalmo), presente anche come condizione naturale, o derivante da un intervento chirurgico o per patologie riguardanti la tiroide, comporta un’evaporazione marcata del film lacrimale. L’evaporazione è proporzionale all’area della superficie palpebrale. L’aumento dell’evaporazione può quindi anche spiegare il motivo dei fastidiosi sintomi che si avvertono in luoghi con aria condizionata, aria secca in generale quindi bassa umidità o vento.

L’invecchiamento porta ad un graduale e fisiologico declino della secrezione lacrimale, concomitante ad un declino della sensazione corneale e della funzione delle ghiandole di Meibonio.

 

Le Fasi dell'evoluzione dell'occhio secco

Mentre studi su patologie umane hanno mostrato tutti i cambiamenti che avvengono in un occhio secco, lo studio preclinico di un modello di CHERATOCONGIUNTIVITE SECCA ci aiuta a delineare la causa naturale di questi cambiamenti. Sappiamo ora che l’occhio secco evolve attraverso quattro fasi distinte:

bulletPerdita di acqua dal film lacrimale con aumento dell’osmolarità del film stesso
bulletDiminuzione della densità delle cellule caliciformi e diminuzione del glicogeno corneale
bulletAumento della desquamazione corneale
bulletDestabilizzazione dell’interfaccia cornea-film lacrimale

Dry Eyes, Dry Eye Information, Dry Eye Treatment

Figure 2: Preparati istologici di una congiuntiva con cheratocongiuntivite secca (in alto a destra) mostra una diminuzione della densità delle cellule caliciformi relativa ad una normale congiuntiva (in alto a sinistra). Dodici settimane di trattamento con TheraTears porta ad un significativo ripristino delle cellule (in basso a sinistra). Il trattamento con altri sostituti lacrimali diminuisce invece la densità delle cellule caliciformi ( in basso a destra). Modificato da Ophthalmology (1992;99:600-4).
 

Vediamo più da vicino l’evoluzione della patologia.
Nell’occhio secco, la diminuzione della produzione delle lacrime o l’aumento dell’evaporazione si riflette rapidamente in un aumento dell’osmolarità del film lacrimale, seguita in maniera marcata da una diminuzione della densità delle cellule calificiformi.
La perdita di cellule caliciformi è importante perché esse producono la componente mucinica, lubrificante del film lacrimale, che ha funzioni di protezione della superficie oculare- il muco derivante dalle cellule caliciformi aiuta ad espellere i corpi estranei dagli occhi.

L’aumento del gradiente osmotico tra il film lacrimale e la superficie oculare, insieme alla diminuzione delle cellule caliciformi, richiama acqua dalle cellule epiteliali della congiuntiva. Questa azione rompe le delicate giunzioni cellulari ed aumenta la desquamazione delle cellule congiuntivali. In concomitanza con la diminuzione della densità delle cellule caliciformi diminuisce anche il glicogeno corneale. Questa perdita di glicogeno è clinicamente importante perché il glicogeno è la fonte energetica per la cicatrizzazione di eventuali lesioni corneali.
Ma la cornea non rimane inalterata per sempre. Con l’avanzare della patologia, dopo i cambiamenti del film lacrimale, le giunzioni tra le cellule della cornea vengono perse. Ne risulta un aumento della desquamazione corneale con conseguente diminuzione della funzione di barriera da parte della cornea. I cambiamenti sulla superficie corneale diventano seri e si accompagnano ad una perdita di glicoproteine dalla superficie corneale ed ad una destabilizzazione dell’interfaccia cornea-film lacrimale.

Capire la naturale evoluzione della patologia è cruciale per interpretare e valutare i test diagnostici ed apprezzare i successi nei trattamenti.
For more information, see "Four Milestones of Dry-Eye Disease" below.

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Perche' l'occhio secco

La maggior parte delle diagnosi di occhio secco si basano sull’anamnesi del paziente. Lo scopo della diagnosi è determinare perché il paziente ha l’occhio secco.
I pazienti con occhio secco, sia per diminuita produzione di lacrime che per aumentata evaporazione, lamentano molto frequentemente un’irritazione cronica e sensazione di sabbia nell’occhio che peggiora durante l’arco della giornata. Nelle ore notturne infatti, quando l’occhio è a riposo, si forma uno “strato acquoso”sopra il film lacrimale che permette un miglioramento della superficie oculare.
Al risveglio, con l’apertura delle palpebre inizia l’evaporazione e di conseguenza l’osmolarità del film lacrimale aumenta durante tutto l’arco della giornata.

Anche i pazienti con meibomite (conosciuta anche come blefarite posteriore) lamentano una cronica irritazione e sensazione di sabbia nell’occhio.
Ma in questi pazienti, l’irritazione peggiora al risveglio. Ciò accade perché la produzione di lacrime diminuisce durante il sonno e la chiusura degli occhi porta in questi casi all’avvicinamento delle palpebre infiammate contro la superficie oculare, dove, durante le ore notturne, vengono rilasciati tutti i mediatori infiammatori che agiscono sulla cornea. Al risveglio, il flusso lacrimale aumenta, le palpebre si allontanano dalla cornea e i sintomi migliorano durante l’arco della giornata.

L’infiammazione cronica delle ghiandole di Meibomio porta anche ad una loro disfunzione. Quando ciò accade, i pazienti sviluppano ulteriori sintomi verso la fine della giornata. Inoltre , quando l’infiammazione della ghiandola di Meibomio e secondariamente la sua guarigione elimina del tutto la funzionalità delle ghiandole meiboniane, i sintomi migliorano al risveglio ma i pazienti vengono lasciati con i sintomi di sola secchezza oculare, sensazione di sabbia e irritazione che peggiora di giorno in giorno.

L’irritazione oculare ha moltre altre cause, che dobbiamo considerare al momento della diagnosi di un paziente cronico. See "What Causes Chronic Eye Irritation?" for more information on these other causes.

TIl test più sensibile e specifico per la secchezza oculare è la misura dell’osmolarità, in nanolitri, di campioni di lacrime prelevati dal margine inferiore del film. La difficoltà nel misurare l’osmolarità costituisce l’unico ostacolo per farsì che questo test sia utile. Ma le ultime tecnologie promettono di rimuovere questo ostacolo in breve tempo. In questo modo il test diventerà il primo passo nell’esame del paziente con irritazione cronica oculare.

Primariariamente bisogna osservare la telangiectasia facciale che può far presagire una meibomite o una disfunzione della ghiandola mebomiana associata a rosacea. Poiché l’evaporazione è proporzionale alla superficie dell’area, è necessario misurare l’apertura della fessura palpebrale. L’ampiezza della fessura che risulta maggiore di 10mm è indice di uno stress evaporativo del film lacrimale. Inoltre si debbono esaminare gli orifizi della ghiandola di Meibomio con la lampada a fessura. Quando la meibomite avanza, gli orifizi delle ghiandole procedono dalla apertura, alla stenosi fino alla chiusura. (Fig.3)
 

Dry Eye Information
Figure 3. Evoluzione naturale delle meibomiti. Le infiammazioni delle ghiandole di Meibomio porta in prima analisi alla stenosi ed infine alla chiusura dell’orifizio della ghiandola.
Cortesemente pubblicato da International Ophthalmology Clinics (1994;34:27-36)
 

Poi si colora con fluoresceina la congiuntiva inferiore e si esamina il film lacrimale. Zone senza fluoresceina indicano una diminuzione del volume di film. Nei pazienti con una perdita massiccia del volume lacrimale, si vedranno i detriti nel film lacrimale ed il muco deidratato che è precipitato nella parte inferiore del fornoce.

La prima cosa che si osserva nel film lacrimale di chi è affetto da disfunzione della ghiandola di Meibomio è la qualità delle lacrime. Quest’ultime tendono a fuoriuscire perchè la componente oleosa, con la diminuita evaporazione, abbassa anche la tensione superficiale, (grazie alla quale il film lacrimale rimane “incollato” all’occhio).

C’è un concetto errato secondo cui i pazienti con occhio secco hanno la sensazione di occhio umido. Infatti i pazienti con occhio secco dovuto a disfunzioni della ghiandola di Meibomio riferiscono che sentono come se i loro occhi stessero piangendo. Questa sensazione è dovuta al fatto che poiché la componente oleosa, creata dalla secrezione di olio nel margine palpebrale, è stata persa, le loro lacrime fuoriescono dando la sensazione di occhi bagnati. Come risultato, il fluido lacrimale può toccare la porzione cutanea delle giunzioni muco-cutanee, e si ha la sensazione come se gli occhi stessero piangendo. E’ importante notare che questi pazienti non hanno un eccesso di lacrime. Pazienti che hanno un eccesso di lacrime hanno un’ostruzione nel drenaggio nasolacrimale fino a che esso non viene risolto.

 

Valutazioni alternative

Ci sono due metodi per valutare clinicamente i cambiamenti della congiuntiva che avvengono nelle prime fasi nella patologia: un’analisi citologica e la colorazione con rosa-bengala. Per poter effettuare un’analisi citologica occore avere a disposizione un laboratorio attrezzato.
Invece la colorazione con rosa-bengala è facilmente effettuabile. E’ disponibile anche un altro tipo di colorazione chiamata VERDE-LISAMINA che colora la superficie oculare in maniera analoga al rosa-bengala, ma con pochi effetti irritativi secondari. Alla luce dell’evoluzione della patologia, dopo che l’osmolarità delle lacrime aumenta e quando la perdita di cellule caliciformi diventa significativa, a volte sia il rosa-bengala che il verde-lisamina sono in grado di colorare la congiuntiva. Recenti evidenze suggeriscono che la colorazione avviene quando la superficie di glicoproteine è alterata fino al punto tale che le cellule hanno meno capacità di trattenere il muco.

E’ più utile il modo in cui colora il rosa-bengala della sola presenza o assenza di colore o anche dell’intensità del colore.
Con l’occhio secco, la congiuntiva nasale si colora di più della congiuntiva temporale, e la cornea elastica si colora meno e più in ritardo della congiuntiva. Probabilmente la colorazione della cornea comincia con la perdita delle glicoproteine della superficie—è la quarta FASE nell’evoluzione dell’occhio secco.

Il rapido sviluppo di punti scuri localizzati in modo casuale nel film lacrimale precorneale (resi evidenti dopo colorazione con fluoresceina) riflettono l’instabilità del film lacrimale stesso. Essi vengono usati nella diagnostica per misurare il BREAK UP TIME del film lacrimale. La metà dei pazienti con occhio secco hanno il film lacrimale stabile. Ora abbiamo capito che ciò accade perché i punti secchi sono il risultato e non la causa, della patologia. I cambiamenti della superficie corneale che causano l’instabilità—la perdita di glicoproteine—avvengongono negli ultime fasi dell’evoluzione dell’occhio secco. Anche se non è un test sensibile ( perché dà falsi negativi in presenza della patologia) il BUT è probabilmente il più specifico (non dà falsi positivi).

 

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DOVE IL TEST DI SCHIRMER FALLISCE
 

Dato che la diminuzione di produzione di lacrime o l’aumento dell’evaporazione causa occhio secco, è incomprensibile perché il valore ottenuto con il test di Schirmer non è il miglior indice di diagnosi. Questo valore poco sensibile, specifico e predittivo non indica se i pazienti con occhio secco vengono selezionati in base ai sintomi, alla bassa osmolarità o a patologie della superficie oculare. In altre parole, non importa come venga diagnosticato l’occhio secco, se dall’anamnesi, dalla osmolarità, o dalla colorazione rosa-bengala, il test di Schirmer ha poca sensibilità , specificità e predittività.

Mentre patologie riguardanti le ghiandole lacrimali diminuiscono le misure del test di Schirmer, disfunzioni della ghiandola di Meibomio aumentano queste misure. Con la diminuzione della componente oleosa nel margine palpebrale, la strisciolina di carta del test di Schirmer si bagna molto più facilmente. Difatti , su un modello di coniglio con occhio secco, con disfunzione della Ghiandola di Meibomio, elevata osmolarità, diminuzione della densità delle cellule caliciformi, diminuzione del glicogeno corneale, e colorazione con rosa-bengala, le cartine del test di Schirmer si bagnano molto di più di quelle usate negli occhi di controllo..

 

 

L’obiettivo del trattamento

I primi trattamenti dell’occhio secco erano focalizzati a curare le ultime fasi della patologia. In parte perché le ultime fasi sono più facili da individuare.
Per esempio, la formazione di zone secche è più ovvia che l’aumento di osmolarità o la perdita delle cellule caliciformi. Ma visto che le nostre comprensioni e conoscenze sulla patologia sono migliorate,possiamo dire che il trattamento si deve focalizzare a curare le fasi precoci della patologia.
Molti anni fa, venivano aggiunti polimeri emollienti alle soluzioni di lacrime artificiali, per aumentare il loro potere lubrificante e cambiare la loro viscosità. Nel 1975, uno studio classico ha dimostrato che le soluzioni di lacrime artificiali (al tempo tutte contenevano i conservanti) aumentavano in maniera temporanea l’instabilità del film lacrimale in soggetti sani. Queste soluzioni, sia con alta o bassa viscosità, agiscono mimando le glicoproteine della superficie oculare, che vengono perse durante la patologia. Soluzioni con alta viscosità rimangono nell’occhio per più tempo. Qualunque sollievo dovuto alle soluzioni artificiali con conservanti era dovuto alla loro abilità nello stabilizzare temporaneamente l’interfaccia tra lacrima e cornea.

Successivamente, più di 15 anni fa, subito dopo che i ricercatori capirono che i conservanti aumentavano la desquamazione corneale, tolsero il conservante alle lacrime artificiali. Un recente studio ha dimostrato che le tradizionali soluzioni di lacrime artificiale senza conservanti aumentavano ma non normalizzavano le funzioni corneali di barriera nei soggetti malati. Migliorare le funzioni di barriera della cornea significa diminuire la desquamazione dell’epitelio corneale e migliorare le giunzioni cellulari. I trattamenti con le lacrime artificiali con conservanti, se da una parte aumentavano per breve tempo la stabilità del film lacrimale, dall’altra diminuivano la funzione di barriera da parte della cornea. Le soluzioni prive di conservanti, grazie all’eliminazione del “peeling” corneale, stabilivano un nuovo tipo di trattamento con lacrime artificiali, anche se non era diretta alla desquamazione causata proprio dalla malattia.

Da allora i ricercatori hanno provato a migliorare gli effetti di queste soluzioni prive di conservanti sulla funzione di barriera della cornea aggiungendo vari ioni. Il bilancio elettrolito di queste soluzioni era il migliore che potessero formulare, dato che ci si focalizzava solo su questioni relative alla morfologia corneale.

Dall’evoluzione della patologia dell’occhio secco, si sa che la diminuzione della densità delle cellule caliciformi e del glicogeno corneale sono indicazioni molto più significative della salute della superficie oculare che i cambiamenti della morfologia corneale stessa.
Con le conoscenze che ora abbiamo sulla naturale evoluzione della patologia Occhio secco, ci aspettiamo che i prossimi obiettivi in termini di trattamento siano: correggere la diminuzione della densità delle cellule caliciformi, la diminuzione del glicogeno corneale e l’elevata osmolarità del film lacrimale.

THERATEARS è il primo sostituto lacrimale che in studi preclinici ripristina la densità delle cellule caliciformi e il glicogeno corneale con un trattamento di 12 settimane. TheraTears nasce da una ricerca finanziata dal NATIONAL EYE INSTITUTE.

1) Data l’importanza di abbassare l’elevata osmolarità del film lacrimale, gli studi sono stati condotti per determinare quanto doveva essere IPOTONICA una soluzione di lacrime artificiali per abbassare l’osmolarità nei pazienti con occhio secco. Questi studi hanno dimostrato che nessuna soluzione isotonico o ipotonica che sia esistente nel mercato abbassava efficacemente l’osmolarità del film lacrimale. I sostituti lacrimali quindi necessitavano di essere più IPOTONICI di quelli già esistenti. Basati su queste conclusioni, la tonicità di TheraTears è tale da abbassare l’osmolarità da un livello di 330 mOsm/L prima dell’instillazione a circa 280 mOsm/L dopo instillazione. Come risultato di questo effetto, TheraTears inverte il gradiente osmotico tra il film lacrimale e la superficie oculare, e muove il fluido sulla superficie dell’occhio reidratando i tessuti. Un trattamento continuativo reidrata quindi la superficie oculare portando quindi ad una progressivo e significativo abbassamento dell’osmolarità.


2) Le cellule che costituiscono la superficie oculare non vengono irrorate dal sangue. Quindi esse dipendono dal film lacrimale sull’apporto di due componenti cruciale per la loro sopravvivenza: ossigeno ed elettroliti. Il film lacrimale riceve ossigeno dall’assorbimento diretto attraverso l’aria , e gli elettroliti attraverso la secrezione attiva da parte delle ghiandole lacrimali. In studi clinici, abbiamo misurato la composizione elettrolitica di un film lacrimale normale,e abbiamo dimostrato che questo bilancio elettrolitico era cruciale per il mantenimento della densità delle cellule caliciformi congiuntivali. Se i livelli di sodio erano troppo alti o i livelli di bicarbonati troppo bassi, per esempio, le cellule caliciformi, che contengono muco, morivano.Si deduce,quindi,che quest’ultime , oltre a lubrificare, proteggono anche la superficie oculare. Le cellule caliciformi vengono eliminate in seguito al dolore, ai cambiamenti temperatura ed a qualsiasi variazione del bilancio elettrolitico che si discosti da quello fisiologico.
Il muco secreto aiuta ad intrappolare corpi estranei che vengono così espulsi dall’occhio. TheraTears fornisce un bilancio elettrolitico che la superficie oculare e le cellule caliciformi percepiscono come fisiologico.
Un recente dato clinico prova che TheraTears aiuta a ripristinare le cellule caliciformi congiuntivali nell’occhio secco, patologia che deriva spesso come conseguenza della chirurgia LASER-ASSISTED IN –SITU KERATOMILEUSIS (LASIK). In questo studio, un gruppo di pazienti ha ricevuto TheraTears per almeno 4 volte al giorno ed una goccia di CELLUVISC (carbossimetilcellulosa 1%) durante la notte. I pazienti nel gruppo di controllo hanno ricevuto una soluzione bilanciata senza conservanti. Dopo una settimana o dopo un mese dall’intervento, l’87.5% e 100% dei pazienti con occhio secco che avevano ricevuto TheraTears, mentre solo il 12,5% e il 20% dei pazienti nel gruppo di controllo, non avevno più alcun fastidio. In più, dopo un mese di trattamento TheraTears aveva ripristinato la densità di cellule caliciformi (misurata con preparati citologici), cosa che non si era verificata nel gruppo di controllo. Due studi seguenti hanno trovato che i pazienti che iniziavano ad usare TheraTears circa un mese dopo l’intervento LASIK avevano una visione migliore dei pazienti che non avevano ricevuto questo tipo di trattamento. E’ anche presente una versione del TheraTears con l’1% di carbossimetilcellulosa.

 

Occlusione dei puntini lacrimali

Chiudere i puntini lacrimali può aiutare ad abbassare l’elevata osmolarità, ridurre la colorazione con rosa-bengala e migliorare i sintomi. Ma alcuni studi provano che l’occlusione dei puntini non ha nessun effetto sulla densità delle cellule caliciformi. PERCHE’? Nei nostri studi di cheratocongiuntivite secca con patologie delle ghiandole lacrimali, abbiamo riscontrato un aumento dell’osmolarità del film lacrimale e di tutti gli elettroliti misurati. In questi pazienti c’era comunque una significativa sproporzione dei livelli di sodio nelle lacrime. Un livello sproporzionale di sodio fa diminuire la densità delle cellule caliciformi. Così, mentre l’occlusione dei puntini lacrimali può aggiungere acqua al film lacrimale, non può correggere questo dislivello di sodio che si riscontra nella cheratocongiuntivite secca.

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Il nostro approccio terapeutico con pazienti che hanno un'irritazione cronica degli occhi

Con quanto abbiamo riportanto in questo trattato, possiamo approcciarci ai pazienti in maniera sistematica ed efficiente. Pazienti con occhio secco iniziano il trattamento con TheraTears senza conservanti 4 volte al giorno, utilizzano la dose di “saturazione”- utilizzando l’intero contenuto di un singolo monodose in entrambi gli occhi per un periodo di 5 minuti. Lo scopo della dose di “saturazione” è quello di accelerare la reidratazione del sistema superficie oculare-film lacrimale. Solo un massiccio quantitativo di acqua può muoversi verso la superficie oculare in un’unica goccia, e per questa ragione ho sviluppato la tecnica della dose di “saturazione” per massimizzare il movimento dell’acqua (in maniera osmotica) verso la superficie oculare. I pazienti sono stati controllati 4 o 8 settimane dopo e sono stati divisi in due gruppi: quelli che hanno conseguito miglioramenti e quindi erano soddisfatti e quelli che avevano conseguito sì miglioramenti ma comunque insoddisfatti.
 
I primi hanno continuato il trattamento con TheraTears e sono stati controllati dopo due e tre mesi. Con il trattamento con TheraTears, la sensazione di sabbia nell’occhio e altri sintomi irritativi si calmavano durante il corso del giorno.

I secondi o comunque tutti gli altri pazienti che necessitano di dosi più frequenti di 4 volte al giorno, hanno ricevuto dei PUNCTAL PLUGS in silicone nella parte inferiore. Questi pazienti generalmente sono stati controllati dopo uno o tre mesi, in cui se era il caso venivano inseriti PUNCTAL PLUGS anche nella parte superiore.

Dr. Gilbard practices with Tallman Eye Associates in North Andover, Mass (978-794-8118). He is founder and CEO of Advanced Vision Research, which markets TheraTears and where he maintains an active research and teaching program.

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Four Milestones of Dry-Eye Disease

The natural history of dry eye disease dictates the sensitivity of diagnostic tests and the efficacy of treatment. The most efficacious treatment now addresses all four milestones of dry-eye disease.
Milestones Diagnostic Tests Eye Drops
1 Increased tear
osmolarity
Patient history
Tear osmolarity
Sufficiently/optimally
hypotonic
(Preservative-free TheraTears, Thera Tears in a bottle)
2 Decreased goblet
cell density
Decreased corneal
glycogen 
Conjunctival
staining
Impression
cytology
Tear-matched electrolyte balance
(Preservative-free TheraTears, Thera Tears in a bottle)
3 Increased corneal
desquamation
Corneal staining Preservative-free lubricants of various viscosities
(Refresh Plus, Bion Tears, Celluvisc, GenTeal, GenTeal Gel)
4 Decreased corneal
cell surface
glycoproteins
Tear film breakup time Preserved lubricants of various viscosities
(Refresh Tears, Tears Naturale II)

  

What Causes Chronic Eye Irritation?

Causes other than dry eye and meibomitis may explain a patient's chronic eye irritation. Consider these other possible causes and their symptoms.

Anterior blepharitis
Patients have crusting and irritation at the base of lashes without diurnal variation. Onset is insidious.

Medicamentosa
Patients complain of burning and irritation without diurnal variation. Symptoms are equivalent throughout the day because overuse of topical medications promotes damage. You should suspect this condition in all patients who use traditional artificial tears more than four times a day. Patients generally have a history of escalating tear use.

Lacrimal drainage obstruction
Patients often have symptoms of tearing with actual and demonstrable tear overflow. Patients with meibomian gland dysfunction may feel like their eyes are tearing, but these patients have frank epiphora.

Allergic conjunctivitis
The primary symptom for this condition is itchy eyes. Patients' eyes may also exhibit increased mucus production. Onset of this condition is commonly seasonal, and it may be associated with hay fever, asthma and eczema.

Nocturnal lagophthalmos
Patients' eyes may burn upon awakening. Patients frequently have a history of lid surgery or thyroid eye disease.

Superior limbic keratoconjunctivitis
Symptoms include burning and irritation without diurnal variation. Abrupt onset and remissions characterize this condition. Patients often have a history of thyroid dysfunction.

Superficial punctate keratitis (Thygenson's)
Patients with this condition experience insidious onset of photophobia, eye irritation and decreased vision. The condition is episodic and recurring.

Dry eyelid skin
Patients complain of "dry eyes." This condition underscores the importance of accurate localization of symptoms.

Tarsal foreign body
Patients experience a chronic sensation of having a foreign body in their eye. This sensation results from exogenous material or an exposed meibomian-gland derived conjunctival concretion.

Mucus fishing syndrome
Symptoms include chronic eye irritation and increased mucus production. Patients who reach into their conjunctival cul-de-sac to remove mucus strands caused by conjunctival trauma initiate the condition. A vicious cycle can develop.

Blepharospasm
Patients may complain that their eyes feel "tired." Careful questioning reveals that patients are experiencing an involuntary closure of the eyes, rather than eye irritation. Driving, reading and exposure to sunlight worsen symptoms.

Non-specific ocular irritation
Normal eyes, abnormal environment. Eye irritation in response to smoke would be a typical example.

Normal eyes with hypochondriasis
This condition is uncommon. A careful history that fails to mesh with the examination can provide the first clue to its presence.

 

 

Bibliografia

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